Universi Diversi

Arte e scienza tra sacro e profano


Ci sono tanti modi per raccontare una città. Farlo attraverso le politiche culturali è sicuramente uno dei modi più interessanti. A condizione che le politiche per la cultura non siano pensate e progettate a prescindere dall’anima della città. Di questo siamo convinti: la cultura in una città serve a raccontare l’identità più profonda che la attraversa, che la plasma. E una città come Padova, è oggi più che mai una città plurale: nei riferimenti valoriali, così come nei linguaggi culturali. Raccontarla significa permettere a questa pluralità di trovare espressione artistica; opportunità di declinarsi compiutamente. Con questo format, Universi Diversi, alla sua seconda edizione, avevamo pensato di scandagliare due dimensioni costitutive della trama identitaria cittadina: il sacro e il profano. Modi di essere, di pensare e produrre cultura, connotati a volte da aree di intersezione, che sono la cifra di Padova. Come dire che il Santo Taumaturgo, il Santo, da un lato e Galileo Galilei dall’altro hanno lasciato profonde sedimentazioni che a tutt’oggi definiscono la morfologia culturale della Città. Città di profonda caratura spirituale, con le sue numerose splendide chiese a raccontare dell’osmosi fra arte e civiltà cristiana: dalla Cappella degli Scrovegni, all’altare di Vangi al Duomo. Così come Città universitaria, grande polo della ricerca scientifica: dall’astrologia giudiziale di Pietro D’Abano al professor Marchioro, al cui algoritmo tanto deve Google.
Eravamo al tempo stesso convinti che fare cultura in Città, non significasse solo portare eventi nei teatri o nelle sale musicali: sostenere una moderna e dinamica politica della cultura significa far crescere l’offerta cultura prodotta dalla Città. Un modo radicalmente diverso di pensare quindi l’offerta culturale: un’occasione per la Città, per i suoi artisti, le sue istituzioni culturali di contribuire a rappresentare Padova. Con l’auspicio che il nostro sostegno al “locale” collimi con una sua declinazione nel “globale”: con la capacità attraverso la cultura di essere sempre più cittadini del mondo, in rete con le esperienze culturali più innovative.
Non sta a noi dire se il nostro progetto ha funzionato o funzionerà: quello che è importante è che in questo percorso abbiamo visto le realtà culturali più importanti della Città mettersi in gioco, progettare e pensare la loro offerta culturale all’interno di un disegno culturale condiviso. La nostra sensazione è che lo sforzo progettuale profuso dalle decine e decine di soggetti che si sono sperimentati in questo progetto, abbia prodotto un mutamento di prospettiva che ha coinvolto attori culturali e istituzioni, modificando abitudini consolidate e predisponendo alla creatività e all’innovazione.
Un grazie particolare va a tutto lo staff dell’Assessorato alla Cultura per la passione e la competenza profusa. Infine un sentito ringraziamento alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova che, come sempre, con intelligenza e competenza, affianca e sostiene la nostra progettualità.

Il Sindaco
Flavio Zanonato
L'Assessore alla Cultura
Andrea Colasio
 


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